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AGNES CHE RIDEVA E MANGIAVA AMARENE

"Nel suo Se una notte d’inverno un viaggiatore Italo Calvino appuntò una serie di classificazione secondo cui ogni romanzo stava al lettore per una sua precisa funzione: tra gli altri c’erano i ‘Libri Che Da Tanto Tempo Hai In Programma Di Leggere’, i ‘Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli’, ‘Libri Che Puoi Fare A Meno Di Leggere’, i ‘Libri Già Letti Senza Nemmeno Bisogno D'Aprirli’, eccetera. L’altro giorno mi è capitato tra le mani un romanzo appena uscito, Agnés che rideva e mangiava amarene, seconda opera di Paola Romagnoli e dopo averlo letto sono corso a controllare se Calvino avesse individuato un termine anche per il sentimento che mi aveva suscitato: non ho trovato niente che faceva al caso. Si poteva avvicinare questa etichetta: i ‘Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli’. Ma non basta. Per definirlo meglio ho dovuto inventarmi io una frase calviniana: l’opera della Romagnoli è tra i ‘Libri che ti restituiscono le emozioni perse’".

Marco Missiroli, scrittore


"In una prosa sorvegliata e preziosa, a tratti un arabesco,... questi paiono personaggi da teatro greco".

Giulia Alberico, gli Altri


"Prova superata con disinvoltura, la trama regge e lo stile ha una sua grazia sincera".

Sergio Pent, critico


"Il romanzo non è una fiction a effetto, è letteratura: la lingua usata dall’autrice, la capacità di analisi di passioni e sentimenti nascosti, l’uso di un lessico leggero ma puntuale, rendono la narrazione scorrevole, rapida, frammentata quanto serve a mostrare la incertezza e la sorpresa che continue rivelazioni suscitano nel lettore".

Elisabetta Bolondi, sololibri.net


"E' una scrittura fluida e anfrattuosa quella con cui l'autrice sa montare l'incastro perfetto di destini sbagliati come solo la vita sa inventare, nella cornice di un'ambientazione francese visiva e vera, grazie a una capacità da autentica scrittrice di rendere lo scavo nell'errore e nel male".

Roberto Pazzi, scrittore


"La storia ti piglia dalla prima riga e non ti lascia mai, così come le atmosfere, mentre lo stile intaglia il diamante fino all'estremo, resta la parola essenziale, l’autrice calibra e dosa ma non gigioneggia tanto da saper cambiar registro a seconda dei personaggi".

Emanuele Pettener, scrittore


"Un gran romanzo! Mi ha incollato alle pagine, eccezionale capacità di trasmettere il dolore, bella ambientazione, pagine da respirare. Ottima Maud con il suo vivere incerto, ottima Agnès con la sua violenza".

Marco, lettore


"Se il giorno dopo che hai finito un libro ti torna in mente all’improvviso facendoti pensare: ah, però! E ci ritorni dentro ancora, esploratore... era un bel libro!".

Cristina, lettrice


"Ieri ero in metropolitana diretta ad Anagnina con il libro di Paola Romagnoli, ed ero così rapita dalle descrizioni che l'autista della metro ha dovuto richiamarmi a voce alta: "Signora, siamo arrivati, qui scendono tutti!" Mi sono girata di scatto e sorridendo ho risposto: "Colpa del libro!!" Ma avrei dovuto dire merito, perché io stavo proprio altrove...".

Paola, lettrice


"Il libro si legge d'un fiato ma con molta sofferenza emotiva perché rappresenta in modo molto realistico i crucci interiori che prima o poi visitano tutti noi, quando addirittura non ci abitano per sempre".

Maria, lettrice


"Ho letto d’un fiato nei primi giorni di vacanza, e le pagine di “Agnès che rideva e mangiava amarene” mi hanno riconciliato con la lettura".

Mirella, lettrice



HO SALTATO PRIMA DELL'ALBA

"Prosa lirica, appassionata, ipnotizzante. E’ difficile staccare gli occhi dalla pagina, annegati in quest’atmosfera anni Venti, ma soggiogati da temi eterni ed universali: amore, maternità, arte, desiderio".

Pierandrea Formusa, sololibri.net


"Paola Romagnoli è entrata, mente e corpo, nel personaggio di Jeanne Hébuterne dandole voce, sino agli ultimi momenti".

Sebastiano Grasso, Corriere della Sera


"Una prosa poetica dall’insolita vivacità metaforica che trova il modo di esplicitarsi in immagini di forte pregnanza".

Francesco Roat, Stilos


"Quando ho finito il libro ho cercato subito su internet una fotografia di Jeanne Hébuterne. Ho voluto vedere con i miei occhi la donna che amò fino all’estremo Amedeo Modigliani e che attraverso questo libro di Paola Romagnoli ho immaginato. Con penna ispirata l’autrice crea un immaginario diario di Jeanne che ri-vede la sua vita, attraverso gli occhi di due turisti che la scrutano, ottant’anni dopo la sua morte, attraverso i suoi disegni e quadri esposti a Venezia all’inizio di questo secolo. Il racconto alterna vita vissuta e pensieri nascosti dell’artista che si fanno breve poesia. E’ un libro da non ‘bruciare’ tutto d’un fiato, ma da centellinare per apprezzarlo in tutte le sue sfumature.".

Gabriele, blog Quaderno di un bibliotecario


“Un libro bello, raffinato. In alcune parti (gesti, rughe, odori, tratti del volto) molto proustiano!”.

Marco Cassardo, scrittore


"Qui si filtra narrativamente il buco delle emozioni lasciate da una vita e da un gesto folle: ecco la potenza di ‘Ho saltato prima dell'alba’. Le pennellate femminili nel descrivere emozioni sono tratteggiate, solo abbozzate, sussurrate. E non c'è niente di più dirompente in narrativa che saper sussurrare un’emozione".

Marco, lettore


“Paola Romagnoli ha aperto una porta per scoprire una verità nuova, quella della sua interpretazione acuta, mordente e fisica. Un gioco, uno specchio dell’inconscio che sembra interrogarci ancora”.

Christian Parisot (dalla prefazione di ‘Ho saltato prima dell’alba’), direttore Modigliani Institut


"Bellissimo. Intenso. Ben scritto. Documentato. Tragico. Intelligente, e dal titolo perfetto".

Nicoletta, lettrice